Skin tone – incarnati

skin

Spesso si parla di quella camera o l’altra basandosi sulle informazioni quantitative, per esempio per tutte è il 4K, slow motion, etc… La mia opinione, ammetto che è un po’ di parte, è mettere al primo posto l’incarnato, o per così banalmente dire il colore della pelle. Ci sono certi aspetti che sono fondamentali quando andiamo a fare un primo piano, il primo è il colore della pelle,  come avviene la transizione tra le alte luci e le basse luci,  come si comporta la camera nella crominanza e transizione sul volto in presenza di sovra e sotto esposizioni. Questi sono aspetti fondamentali per creare il mood che si desidera. Si potrebbe far notare come sfruttando fonti di illuminazione diversa come luce dura e morbida ovviamente cambia la sensazione della luce che colpisce il volto, questa è vero, ma camere differenti trasformano proprio questo passaggio tra il chiaro scuro in modo differente. Un bellissimo e interessantissimo esempio lo offre Shane Hurlbut, ASC, che ha condotto vari test di paragone tra Arri Alexa, Red Epic e Canon C500. Di seguito un esempio di come lavora differentemente l’alexa rispetto ala c500 sugli incarnati (Skin tone), prendendo un esempio di tecnica di illuminazione basata su una luce di riempimento a diverse intensità (fill light ratio):

Questo invece su un test di Back light  da cui possiamo trarre le nostre considerazioni sull’incarnato:

Prima di tutto voglio ringraziare Shane che mi ha permesso di pubblicare questi test, la sua disponibilità e l’immenso lavoro che sta facendo nel suo Blog, che consiglio a tutti di visitare: http://www.hurlbutvisuals.com/blog/
Inoltre spero che sia chiaro come sia fondamentale nel valutare una camera per le proprie produzioni altri fattori, meno modaioli, come gli incarnati, il loro fall off, cioè in che modo avviene la transizione dalle alte alle basse luci, e come definisce Shane la pasta,  ”The Creaminess”, della macchina da presa.

 

 

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