Correzione Colore

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Oggi voglio parlare della figura del colorist, cioè di chi si occupa a montaggio terminato di dare uno stile ben preciso tramite la correzione del colore.  Vorrei partire da un esempio “popolare”, cioè Instagram. Instagram non è altro che un’applicazione che ci permette in base a dei look predefiniti di modificare le foto scattate con il nostro mobile e non. Da quando Facebook ha comprato questa applicazione i post si sono popolati di foto con filtri di ogni genere (Huston, kelvin, Mayfair, ecc…).

Parto da questo esempio perché in qualche modo tutti noi abbiamo avuto a che fare con il concetto di modificare una foto a nostro piacimento in base a dei preset di stile. Ovviamente tutto questo è inaccettabile da un punto di vista professionale ma quest’esempio ci fa capire quanto possa cambiare la nostra sensazione di una stessa foto.
Nela caso del video o dei film uno dei programmi maggiormente utilizzato è Davinci Resolve,  non esistono preset o filtri preimpostati, la sua filosofia è potere avere tanti strumenti possibili quante siano le suggestioni fotografiche del Colorist.
Un primo esempio è il passaggio di una immagine flat a cui è stata applicata una color correction.

Prima

Dopo

Faccio una premessa, solo certe macchina da presa digitali permettono di operare in libertà sull’immagine, potendo anche stravolgere l’immagine stessa, come per esempio Arri Alexa, mentre altre macchine che si utilizzano per il video, come la canon 5d markII permettono molto poco, e finiscono quasi sempre per avere dei neri densi senza definizione, in ogni caso Davinci permette un buon recupero anche di queste, purtroppo senza spingerci troppo oltre.

Le fasi più importanti di un buona correzione colore sono i contrasti, il colore primario, l’incarnato, i colori secondari. Mentre per i contrasti è quasi ovvio quello che accade, per colori primari si intende il look generale che bilancia egualmente le informazioni RGB (cioè i rossi, i blu e i verdi) di tutta l’immagine. Poi generalmente si interviene selettivamente sugli incarnati, e i colori di altri elementi, per esempio l’erba o il colore del cielo, queste ultime si definiscono come correzioni secondarie.
Personalmente mi piace moltissimo la color correction usata in Hugo Cabret di Scorsese, un gioco di arancione, ciano e blu.


Le possibilità artistiche sonno infinite, ma c’è sempre uno stile scelto che conduce tutto il lavoro ad un preciso obiettivo. Anche un video corporate svela delle scelte ben precise, e spesso va ad appoggiare quell’idea di immagine correlata su cui si dipana la filosofia aziendale. Pensiamo ai bianchi ed i blu dell’ultimo corporate apple sull’uscita del nuovo Mac Pro:

Non a caso è stato scelto un fondo nero per il fondo dell’intervista… nessuna scelta delle colorimetrie è casuale….
Spero con questo articolo di avervi fatto capire quanto sia importante una buona Color Correction, e di quanto sia importante nella riuscita di un buon lavoro.

 

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